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Una rubrica di Daniele Egidi

MARIO PIGNOTTI: L'INTERVISTA di Giuseppe MORESCHINI - 14/10/2010

Grande avvio di stagione per il bomber del Petritoli che tira i       rigori allaTotti, ma con la Torrese non gli è andata bene 
PIGNOTTI, IL CANNONIERE CONTAGIATO DAL "CUCCHIAIO"

                                                        di Giuseppe MORESCHINI

Ancona - Si sta facendo conoscere a suon di gol Mario Pignotti, astro nascente degli attaccanti del campionato di promozione, in forza al Petritoli. Ventitrè anni il prossimo 23 novembre, Pignotti sta vivendo un inizio di stagione straordinario fatto di sette reti in totale che lo collocano al comando della classifica marcatori. All'attivo anche tre doppiette e ci è mancato davvero poco che sabato arrivasse anche la quarta se non si fosse fatto parare un rigore. "Sabato poteva andare meglio", conferma il bomber sorridendo cosciente dell'errore commesso e di averla fatta grossa. Già perchè Pignotti i rigori li batte con il "cucchiaio", alla Totti tanto per intenderci, ma l'ultimo non gli è riuscito e il portiere Vallorani, rimasto fermo, ha parato il più facile dei palloni.
   "Nella Torrese c'è un mio vecchio compagno di squadra che ha giocato con me per due anni e sa che a volte li calcio in questo modo. Lui l'ha detto al suo portiere non si è fatto sorprendere. A Montegiorgio l'ho calciato allo stesso modo ed era andata bene". Episodio curioso, che fortunatamente per il Petritoli non ha avuto un peso in fatto di punti, visto che il risultato era già sull' 1-0, ma immaginabili i "rumors" -tanto per usare un eufemismo- in tribuna...
Restano comunque le imprese del giovane di Grottammare che con la squadra della sua città ha iniziato a dare i primi calci per poi andare nei settori giovanili di Fermana e Pescara, per proseguire con Giulianova e Sambenedettese (tutte nella stessa stagione in serie C) e fare poi il suo ritorno con il Grottammare in D.
   La scorsa stagione la discesa in prima categoria con l'Avis Ripatransone che però, grazie alle 15 reti finali, è servita per riportarlo in quota.
Come mai, dopo aver militato in club importanti, lei è dovuto ripartire dalla prima categoria?
   "Di occasioni ne ho avute: i treni a volte ripassano più di una volta, ma io non sono stato in grado di approfittarne. E' stata una mia colpa perchè in quel periodo non pensavo troppo al calcio: mi sambrava tutto facile, pensavo che ormai ero nel giro e che non avrei avuto problemi a continuare a giocare al calcio nei professionisti. Mi sono cullato negli allori e sono svaniti i sogni. Spero adesso grazie al Petritoli di poter tornare a giocare in un campionato un pò più importante come potrebbe essere l'eccellenza".
Come è arrivata la scelta di Petritoli?
   "Quest'estate il mister Silvestri parlando con Claudio Cicchi, che mi fa tipo procuratore, ha saputo che c'era la possibilità di potermi avere. Anche se lui non mi conosceva, ha avuto modo di parlare con alcuni ragazzi che giocavano con me e si è convinto. Devo ringraziare il mister perchè, oltre ad essere preparatissimo, mi sta dando tantissima fiducia, che per me è molto importante sentirla perchè mi fa rendere di più. Lui se n'è infischiato di  quelli che dicevano che io ero matto e che non avevo la testa per giocare a calcio ed ha creduto sin dall'inizio in me".
Il gol più bello?
   "Quello seegnato contro la Juventus negli ottavi di finale del campionato primavera con il Pescara: bello e importante, come quello con il Siena". (CORRIERE ADRIATICO)





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